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Regolamento e modulo di adesione per gli studiosi e le missioni archeologiche sull'isola di Mozia

Villa Gallery

Galleria fotografica di Mozia

CALENDARIO SCAVI MOZIA 2012


Universitā degli Studi di Roma LA SAPIENZA

dal 15/04/2012 al 15/05/2012 - Missione primaverile di studio

dal 16/08/2012 al 02/10/2012 - Missione estiva di scavi e restauro



 

MOZIA

L’incanto di Mozia, il suo lindore e il suo fascino sono un patrimonio comune a tutti coloro che abbiano almeno una volta avvicinato quest’isola, unica per collocazione ambientale e, soprattutto, per i resti dell’antica città fenicia e punica che vi sorse e la occupò interamente. Fu Giuseppe Whitaker, nel 1902, ad acquistare l’isola e a riconoscerne lo straordinario valore ambientale e archeologico. Con la collaborazione del suo fedele sovrastante, il colonnello Giuseppe Lipari Cascio, “Pip” Whitaker esplorò Mozia portando alla luce ampi tratti di mura, le porte urbiche e diverse parti dei monumenti maggiori che costellavano l’isola, dal Kothon al Santuario del Cappiddazzu, al Tofet. Acuto osservatore della natura e delle opere dell’uomo, Whitaker comprese il valore immenso dell’isola, 45 ettari di resti archeologici testimoni della presenza dei Fenici in Sicilia Occidentale, al centro del Mediterraneo, sepolti sotto una basso strato di terreno agricolo formatosi in secoli di abbandono. La passione per le antichità lo portò a condurre scavi e a raccogliere nella Palazzina sull’isola una ricchissima collezione di reperti, alcuni provenienti dalla vicina Lilibeo o dalla prospiciente Birgi, l’insediamento sulla terraferma con cui Mozia era collegata da una strada, oggi sommersa.
Un nuovo impulso alle ricerche archeologiche sull’isola fu portato a partire dagli anni ‘60 del Novecento dalle missioni britannica, diretta da Benedikt Isserlin, e dall’Università di Roma “La Sapienza”, diretta da Antonia Ciasca, assieme alla Soprintendenza alla Sicilia Occidentale, grazie alla lungimiranza di Vincenzo Tusa. Monumenti come il Kothon, la Porta Nord, il circuito delle mura, il Santuario del Cappiddazzu, il Tofet, furono nuovamente esplorati con campagne sistematiche di indagini e scoperte straordinarie, culminate, nel 1979 con il ritrovamento della statua del “Giovane di Mozia”, un capolavoro dell’arte greca arcaica, rinvenuto dalla missione dell’Università di Palermo.

Nel frattempo l’istituzione della Fondazione Whitaker, ad opera della Signorina Delia, aveva reso Mozia un luogo d’elezione per l’archeologia fenicio-punica, oltre che un’attrazione aperta a tutti i visitatori della Sicilia Occidentale. Oggi la Fondazione Whitaker offre a Mozia la possibilità per tutti di fare un salto in un passato affascinante, immerso in una natura sempre sorprendente dai colori e dai profumi intensi, tipici della Sicilia.